Le buone pratiche
Le pratiche agricole che adottiamo riflettono questo principio di integrazione. L’agricoltura biologica costituisce la base del nostro lavoro, permettendoci di escludere l’uso di sostanze chimiche di sintesi e di promuovere pratiche naturali che arricchiscono il suolo e tutelano la salute delle piante. A questa affianchiamo l’agricoltura sintropica, intesa non solo come tecnica, ma come visione operativa: un approccio che considera la terra un organismo capace di rigenerarsi se accompagnato con rispetto.
In un sistema sintropico, ogni componente dell’ecosistema agricolo interagisce in modo sinergico, contribuendo al benessere collettivo. Le coltivazioni sono inserite in sistemi diversificati che comprendono ortaggi, frutta, piante aromatiche, fiori e specie spontanee, favorendo la biodiversità e la presenza di insetti impollinatori e organismi utili.
In questo contesto, lavoriamo il suolo solo quando strettamente necessario, consapevoli che un’eccessiva lavorazione può comprometterne la fertilità nel lungo periodo. Alcune aree vengono lasciate volutamente a riposo, per consentire al terreno di rigenerarsi in modo naturale. Quando necessario, lo arricchiamo con compost, trinciato e altri materiali organici, stimolando la vita microbica essenziale alla sua salute. Questo approccio ci permette di mantenere un sistema agricolo sano, autosostenibile e orientato alla qualità.
In questo cammino, l’agricoltura biologica e sintropica rappresentano i nostri principali strumenti operativi. Ogni azione è orientata alla costruzione di un sistema agricolo resiliente, sano ed equilibrato, capace di offrire non solo alimenti di altissima qualità, ma il frutto concreto di un impegno quotidiano verso un’agricoltura rigenerativa.
Le tecniche a cui facciamo riferimento non rappresentano un marchio identitario, ma strumenti operativi da adottare quando coerenti con il contesto, il suolo e le risorse disponibili, con l’obiettivo di garantire produzioni sane, tracciabili e di qualità, senza compromettere il futuro dei terreni. Siamo partiti dalle buone pratiche del biologico e del biointensivo per integrarle con tecniche di rigenerazione del suolo, riducendo progressivamente le lavorazioni fino a puntare, ove possibile, alla loro eliminazione.
Dall’osservazione dei boschi e dei frutteti della cascina stiamo abbracciando i principi dell’agroforestazione, intraprendendo un percorso orientato alla realizzazione di un sistema sintropico idealmente autosufficiente. Da qui nasce la scelta di eliminare progressivamente qualunque prodotto di sintesi o ammendante esterno, nutrendo il suolo esclusivamente con ciò che esso stesso produce.
Oggi i nostri campi testimoniano un processo lento, ma costante, di trasformazione.